Comunicato della Diocesi di Neuquen (Patagonia-Argentina)
Pubblichiamo volentieri il comunicato della Diocesi di Neuquen (Patagonia-Argentina)circa i gravi pericoli derivanti dal Disegno di legge 13/26, promosso dal Governo Argentino “ Legge sull’inviolabilità della proprietà privata”. Esso permette la concentrazione della terra in mano straniere, eliminando le poche difese rappresentate dai limiti stabiliti dalla Legge sulle Terre Rurali n. 26.737 che ad oggi impedisce che stranieri siano proprietari di più del 15% del territorio nazionale, provinciale o municipale, 30% per una stessa nazionalità e fissa un limite di 1000 ettari a titolare. Consente inoltre gli sfratti rapidi, modifica i processi di regolarizzazione dominiale, e le restrizioni di scambio d’uso dei suoli colpiti da incendi consentendo, attività economiche senza dovere attendere i lunghi periodi di attesa previsti in precedenza.
COMUNICATO PUBBLICO
La terra, l’acqua e la sovranità non sono mercanzie: sono in gioco gli interessi di tutta l’Argentina
L’Equipe Diocesana di Pastorale Aborigena (EDIPA) e l’Equipe Diocesana di Pastorale Sociale della Diocesi di Neuquén manifestano la loro profonda preoccupazione ed il loro fermo rifiuto del progetto di legge PE 13/26, promosso dal Potere Esecutivo Nazionale, considerando che rappresenta una grave retrocessione della sovranità territoriale argentina e una minaccia per i beni comuni che appartengono a tutto il popolo.
Questo progetto non danneggia unicamente le comunità indigene o i piccoli produttori rurali. Le sue conseguenze coinvolgono tutta la società argentina, perché compromette il futuro del nostro territorio, l’accesso all’acqua, la produzione di alimenti, la preservazione dell’ambiente e la capacità dello Stato di proteggere risorse strategiche che costituiscono il patrimonio della Nazione.
La terra non può essere considerata esclusivamente una mercanzia sottomessa alle regole del mercato. E’ il sostegno della vita, la base della nostra produzione, la fonte dei nostri alimenti e lo spazio dove si sviluppa l’identità e la cultura dei popoli. Ma è anche una risorsa strategica per la difesa della sovranità nazionale e per lo sviluppo delle generazioni presenti e future.
Le comunità indigene, le famiglie campesine e i piccoli produttori saranno, probabilmente, i primi a soffrire le conseguenze di una maggiore concentrazione ed acquisizione estera della terra. Tuttavia, il vero pregiudizio raggiunge tutti gli argentini.
Quando il controllo di grandi estensioni del territorio nazionale resta soggetto ad interessi economici estranei al Paese, si indebolisce la nostra sovranità, aumenta la speculazione sulla terra, se ne rende difficile l’accesso per coloro che producono e lavorano, e si pone a rischio il carattere pubblico dei beni essenziali come l’acqua, i fiumi, le sorgenti, i cammini rurali ed altri spazi di uso comunitario.
Non siamo di fronte ad un discorso settoriale. E’ in gioco la possibilità che l’Argentina possa continuare a decidere in modo sovrano sulle sue risorse naturali, sui suoi territori strategici e sul destino dei beni che appartengono a tutto il Popolo. Il territorio nazionale non può essere ridotto ad una semplice attività finanziaria disponibile per la speculazione o la concentrazione economica.
Come Chiesa, riaffermiamo l’insegnamento della Dottrina Sociale. Papa Francesco ricorda nella Laudato Si e Fratelli Tutti che la tradizione cristiana “mai ha riconosciuto come assoluto ed intoccabile il diritto alla proprietà privata” ma piuttosto che la proprietà deve adempiere una funzione sociale ed essere subordinata alla destinazione universale dei beni. Questo insegnamento ci ricorda che il diritto di proprietà non può mai essere esercitato contro il bene comune od il diritto dei popoli a vivere degnamente.
Per questo facciamo appello ai legislatori nazionali affinché rifiutino ogni iniziativa che faciliti la concentrazione e l’acquisizione di terreni rurali da parte di stranieri e indebolisca gli strumenti di protezione del patrimonio territoriale argentino. Nello stesso tempo, invitiamo i governi provinciali e comunali, le istituzioni educative, le organizzazioni sociali, sindacali, rurali, ambientali, religiose e tutta la cittadinanza ad esprimere il proprio impegno per la difesa della sovranità nazionale, dell’ambiente e dei beni comuni.
La Storia dimostra che quando un Paese perde il controllo sul proprio territorio, perde anche la capacità di decidere sopra il proprio sviluppo, le sue risorse strategiche ed il suo futuro. La terra, l’acqua ed i beni naturali non appartengono solamente agli abitanti; costituiscono un’eredità che dobbiamo custodire e trasmettere integra alle prossime generazioni.
Come EDIPA rinnoviamo il nostro impegno a camminare insieme a tutte le comunità che difendono la vita, il territorio e la dignità umana. Convochiamo tutta la società argentina ad assumere questa causa come propria, perché la difesa della terra non è rivendicazione di un settore: è una responsabilità di tutti.
La terra argentina non è in vendita. La sovranità non si negozia. L’acqua, il territorio e i beni comuni sono patrimonio di tutto il popolo argentino e devono permanere al servizio del bene comune.
- Fernando Arce SDB
- Martin Gottle
Delegati e Coordinatori di EDIPA
Equipe Diocesana di Pastorale Aborigena (EDIPA)
Diocesi di Neuquen
Equipe Diocesana di Pastorale Sociale